Tutto era cominciato per il meglio. Il 26 luglio, dopo un’abbondante colazione al Burney Guest Ranch mi sono incamminata. La prima tappa era Burney Falls, delle cascate molto frequentate dai turisti della zona. Erano leggermente fuori sentiero, ma la deviazione valeva la pena, sia per le cascate e il lago cristallino sottostante, sia per la gelateria a fianco, alla quale mi sono ovviamente fermata. La giornata prometteva bene. Ad un certo punto il cielo ha cominciato ad oscurarsi ma io ho beatamente ignorato i segnali. Mi ero già prefissata un obiettivo per dove campeggiare, e ho continuato a camminare inperterrita, nonostante il vento si fosse fatto piu forte. Verso le 6.30 è iniziata la prima pioggia e nel giro di pochi minuti è venuto giu l’apocalisse, tuoni, lampi e scrosci d’acqua che sembravano secchiate. Io ero da sola, e non c’era nessun posto dove piantare la tenda. Ho dovuto camminare per piu di un’ora sotto il diluvio, fino al primo spiazzo disponibile. Se solo mi fossi fermata prima del diluvio. Ero infreddolita e completamente bagnata, se fossi caduta in un fiume con addosso zaino e vestiti non sarebbe cambiato niente. E quando finalmente sono entrata in tenda, ho avuto la sorpresa peggiore di tutto. Il mio cellulare, che era stato nella tasca delle mia giacca da pioggia, appunto impermeable, aveva preso piu acqua del previsto. Ha cominciato a lampeggiare e dopo un po’ mi si è spento in mano. Non si è piu riacceso.
Il mattino successivo ero di pessimo umore. Avevo dormito malissimo perche la forte pioggia e vento avevano fatto cadere certi rami e il rumore mi aveva svegliata di continuo. Mi sono dovuta mettere i vestiti bagnati del giorno precedente e sono andata a zonzo fino a che non ho trovato qualcuno. Il problema principale di avere un cellulare non funzionante lungo il sentiero è che uso delle mappe digitali. Quella mattina non sapevo cosa fosse meglio, se tornare indietro 15 miglia ed arrivare a Burney o percorrerne una sessantina in piu nella direzione giusta e arrivare a Mount Shasta. Tornare indietro sarebbe stata una piccola sconfitta, ma andare avanti senza mappe non sarebbe stato sicuro. Ho incontrato altri camminatori e mi sono unita a una coppia, spiegando loro l’accaduto. Abbiamo canminato insieme per i giorni successivi. Il mattino, loro, che avevano accesso alle mappe, mi spiegavano dov’erano le fonti d’acqua della giornata, e quando non camminavamo insieme, mi hanno disegnato qualche freccia per terra. Mi sono persa una volta soltanto e per fortuna sono riuscita a tornare sui miei passi, ma non è stato piacevole. Mi sono dovuta adeguare a un ritmo di camminata e ad una andatura non mia. Un giorno ho fatto 29.4 miglia molto sofferte (47 km), per stare dietro a questa coppia. Anche se il paesaggio era piacevole e gli alberi bruciati sono finiti, non ho un bel ricordo di questi giorni. Dopo mesi di sentiero ero finalmente a mio agio e invece ho dovuto dipendere da qualcuno per le attivitá piú banali, come sapere da che parte andare. E mi ha fatto ancora piú fastidio pensare che l’indipendenza che ho raggiunto in questi mesi poi, è tutti finta, pensando a quanto faccio affidamento a un cellulare, un oggetto che una volta danneggiato ha molto limitato la mia libertà e le mie azioni.

Ho provato a vedere se il cellulare si riprendesse. Sotto consiglio di qualcuno l’ho messo nel riso, avevo un parco di riso disidratato marca Knorr, ma non c’è stato niente da fare. Una volta arrivata a Mount Shasta, 3 giorni dopo, ho chiamato il riparatore di cellulari piu vicini, che era ad un centinaio di chilometri d’autostrada. Io ho un cellularo Huawei, che è bandito negli Stato Uniti. Questo vuol dire che, oltre a non essere compatibile con nessun operatore statunitense, non ci sono neanche pezzi di ricambio disponibili in tutto al paese. Anche se avessi trovato un modo di arrivare al riparatore, non me l’avrebbe potato riaggiustare. Ho quindi dovuto comprare un nuovo cellulare a Mount Shasta. Me la sono cavata pagando pochissimo per il cellulare, ma ora sono vincolata ad un operatore statunitense per i prossimi sei mesi. L’ironia è che il mio vecchio Huawei non mi permetteva una e-sim o una sim statunitense, quindi sono stata quasi quattro mesi senza connessione dati negli Stati Uniti, ed ora avró una sim americana per mesi dopo che sarò tornata in Italia. Se qualcuno si stava preoccupando perchè non rispondevo ai messaggi o perchè non aggiornavo il blog è per questo motivo. Scrivetemi al mio nuovo numero: +1 530 407 1882.
Non tutto il male viene per nuocere, appena dopo di me è entrato nel negozio di cellulari un signore che voleva comprare dati mobili extra perchè sarebbe andato in vacanza in Italia. Abbiamo iniziato a chiacchierare e alla fine mi ha ospitato da lui, visto che io nel trambusto non mi ero organizzata per dove andare a dormire quella sera. Il giorno dopo sono ripartita nel primo pomeriggio. Ma i giorni successivi sono stati ancora piú difficili. Il primo giorno c’è stata una salita ripidissima ed un’ondata di calore, ma i giorni successivi ho beccato in poco piú di 24 ore, due temporali, tre grandinate e per finire in gran bellezza, un incendio. L’incendio è partito da un fulmine che durante il temporale ha colpito un albero. Io camminavo nella foresta, non ho visto nessun fumo e ci sarei andato incontro all’incendio se non avessi beccato un ragazzo che camminava verso sud e mi avesse avvisato dell’accaduto. Ho incontrato due signori poco piú avanti, alla prima strada asfaltata e ho chiesto loro altre informazioni. Non sapevano nulla, ma sono stati gentili e mi hanno accompagnato in macchina fino al posto piú vicino in cui prendevano i cellulari e ho potuto confermare che c’è stato un incendio e il sentiero era chiuso per un tratto. Sono quindi andata in auto stop fino ad Etna ed ho ripreso a camminare da lì il giorno successivo.
Adesso che sono passati diversi giorni, posso riderci sopra a queste disavventure, ma è stato un periodo molto difficile. Ero spesso da sola, sia sotto i temporali che durante l’incendio, e sono stata molto abbattuta, frustrata e spaventata. Per la prima volta da inizio sentiero ho veramente considerato tornarmene a casa e abbandonare tutto. Questo per dire che non ci sono solo momenti semplici, in cui si è felici e spensierati lungo il sentiero. Ed è giusto condivedere che ci sono tanti alti e bassi lungo il sentiero, cosí come ce ne sono in qualsiasi aspetto nella vita.

Alla prossima puntata, più positiva!
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