Durante la seconda settimana, 21-27 aprile, sono aumentati i chilometri percorsi e le difficoltà incontrate. Le giornate sono sempre più calde, i tratti senza acqua disponibile sempre più lunghi, i saliscendi più frequenti rispetto alla settimana scorsa. La tappa più lunga è stata 20 miglia, sui 32 km, la media, intorno alle 17 miglia a tappa.



Dopo aver iniziato il cammino da una settimana, ho finito le mie scorte alimentari. Non è banale capire dove si può fare rifornimento di viveri. Il sentiero non attraversa quasi mai zone urbane, al massimo qualche strada con distributori benzina e autogrill, dove fare la spesa non è il massimo. Ci sono due principali sistemi per fare rifornimento di viveri lungo il sentiero. La prima opzione è spedirsi scorte di cibo, preparate prima della partenza, ad uffici postali, abbastanza frequenti lungo il cammino. La seconda opzione si tratta di andare in autostop al supermercato più vicino e poi farsi riportare indietro esattamente al punto di partenza, in modo da non saltare nessun km. Per il mio primo rifornimento lungo il sentiero, sono andata in autostop fino a Julian, cittadina a circa mezz’ora di strada dal sentiero.


Fare l’autostop lungo il sentiero è un’esperienza molto particolare, perché le comunità vicine al sentiero sanno che ci sono un sacco di camminatori che hanno bisogno di un passaggio per quelle tratte specifiche. Addirittura, a volte c’è qualche autista che perlustra parcheggi e sottopassi, zone in cui sa che potrebbero trovare camminatori, per offrire un passaggio. Ci sono volontari che mettono a disposizione i loro recapiti telefonici, spesso in zone frequentate da camminatori, in modo da poter essere contattati in caso di bisogno.


In queste zone, si è creata un’intera comunità di persone che non solo ha deciso di aiutare i camminatori, ma l’ha trasformato in un missione o almeno in un’ attività quasi quotidiana. Di solito, queste persone vengono chiamate “Trail Angels” angeli del sentiero. Quando fanno qualcosa di veramente eccezionale, viene chiamato, “Trail Magic”, magia lungo il sentiero. Il “Trail Magic”, ha numerose forme e rende l’esperienza di camminare il PCT molto più piacevole. Già al mio secondo giorno di cammino, ho presenziato un episodio di Trail magic notevole. Una signora è arrivata in un campeggio vicino a dove passavano molti camminatori. Ha montato un tavolino in cui ha imbandito tutto quello che potrebbe fare comodo ai camminatori, tipo bibite fresche, mele e merendine, ma anche picchetti per tende, fazzoletti e moschettoni. Un altro Trail angel, Chris, è arrivato al primo spiazzo per tende dopo il miglio 100, dove un sacco di persone si sono fermate a passare la notte dopo una lunga giornata. Chris ha portato birre e gelati per tutti, comode sedie da campeggio e cerotti, utilissimi considerando che abbiamo tutti dei piedi massacrati dalle vesciche. Chris vive a 7 ore di distanza, ha percorso il PCT nel 1979 e dice che vuole dare il suo contributo alla comunità di camminatori, visto che anche lui l’ha ricevuto in passato.

Il passaggio in macchina, direzione Julian, me l’ha dato Professor, un Trail angel sulla cinquantina che dice che, in alta stagione, guida anche per 10 ore al giorno per accompagnare i camminatori dove devono andare. Un’ altra Trail angel conosciuta, mi ha raccontato che si sta per trasferire dalla California alla Georgia, e ha deciso la nuova località propria perché lì vicino passa un altro sentiero frequentato, e lei vuole assolutamente restare un Trail angel. I trail angel non accettano nessun compenso economico, se non un contributo per le spese benzina e si sentono in imbarazzo se cominci a ringraziarli troppo. A volte mi chiedo come facciano delle persone ad essere così generose e disponibili ad aiutare dei perfetti sconosciuti che probabilmente non rivedranno mai più. Chris mi ha detto che lui la vede come una specie di simbiosi. Il Trail angel regala favori al camminatore, il camminatore ripaga con felicità, energia e entusiasmo, contagiando il Trail angel con buon umore. Percorrere il PCT ti aiuta a ritrovare quella fiducia negli esseri umani che a volte sembra sia stata perduta nel mondo moderno. È stata una bellissima scoperta


Questa settimana si è contraddistinta anche dai primi addii. Il più triste è stato quello di Fig e Just Visiting, la coppia di nonni acquisiti durante il sentiero. Si sono dovuti ritirare per dolori alle ginocchia. Fig ha 80 anni, Just Visiting 69, ma io non avevo dubbi che ce l’avrebbero fatta e sono rimasta molto delusa quando ho scoperto che l’età ha avuto la meglio su di loro. Hanno percorso quasi 200km, portandosi sulle spalle tenda e provviste, allo stesso ritmo di gente molto più giovane ed allenata. Forse non completeranno il sentiero, ma hanno veramente dimostrato che ci si può mettere in gioco ad ogni età, altra cosa che forse molti hanno dimenticato nel mondo moderno.

Mi continua a colpire la varietà di età diverse dei camminatori. Per ora, il più giovane conosciuto ha 18 anni, il più anziano, Fig, 80. Il gruppo più numeroso sono i trentenni, forse seguito dai sessantenni appena pensionati. Al terzo posto, metterei i ventenni, spesso chi ha appena finito l’università e iniziato a lavorare da poco. Tutti sono in fasi della vita diversa e hanno lasciato cose diverse prima di iniziare a camminare. È piacevole poter parlare con gente di generazioni diverse dalla mia, cosa che mi capita di rado nel mondo vero.



Questa settimana si è anche caratterizzata d qualche imprevisto e dal primo vero momento di difficoltà. Il deserto è veramente una terra d’estremi. Il clima è molto arido e l’escursione termica è pazzesca. Di giorno si arriva a più di 30 gradi, di notte può anche andare sotto zero. Si può passare dal sole bruciante alla neve anche nel giro di poche ore, cosa che mi è capitata uno dei giorni di cammino. Una bella giornata di è trasformata in una nevicata improvvisa, il vento fortissimo ha reso praticamente impossibile fare campeggio ovunque. Insieme ad altri tre ragazzi, un po’ delusa, sono dovuta tornare a valle a dormire al coperto. Siamo andati in autostop fino a Idylwild, una cittadina nelle vicinanze, dove un sacco di camminatori hanno trovato riparo. Ho condiviso un AirBnB con sei amici. Al nostro gruppo della settimana scorsa si sono aggiunti Nico e Otis. Abbiamo cucinato insieme e abbiamo aspettato che il tempo migliorasse. E ci stiamo già organizzando per recuperare quei km che non abbiamo potuto percorrere causa maltempo.



Idylwild è famosa per un paio di motivi, uno dei quali è veramente affascinante. Ha un sindaco molto particolare: Mayor Max, un tenerissimo Golden Retriever. Sebbene non abbia un vero e proprio potere amministrativo, ha comunque un ruolo rappresentativo. Mayor Max è presente a tutti gli eventi pubblici, compresi festival, inaugurazioni e matrimoni. È stato eletto per raccogliere fondi per un centro animali, e immediatamente ha attratto un sacco di turisti e camminatori. D’altronde, è l’unico sindaco mai conosciuto che tutti vorrebbero coccolare e che puoi distrarre, forse anche corrompere, con dei croccantini.

Questo per oggi è tutto, a presto!
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