Il tratto dopo Stevens Pass, miglio 2466, fino a Stehekin, miglio 2575, è noto come Section K ed ha la fama di essere molto difficile, c’è addirittura chi dice essere il tratto più arduo di tutto il sentiero. Di solito, lo si percorre in 5 o 6 giorni, ma io l’ho fatto più velocemente: sono partita l’11 settembre alle 15 e sono arrivata alla strada che porta a Stehekin il 15 settembre alle 14, quindi mi ci sono voluti quattro giorni esatti.


Purtroppo ho percorso questo tratto prevalentemente in solitaria. Dopo aver passato una giornata in un Airbnb a Leavenworth con la mia tramily, ci siamo dovuti separare. Loro hanno qualche acciacco fisico e devono rallentare. Io, al contrario, non mi posso fermare perché, piccolo spoiler, devo tornare all’università e sono già in ritardo. In effetti, il mio primo giorno ufficiale di lezioni, il 15 settembre, mi sono svegliata in tenda ed ho camminato fino ad arrivare a Stehekin, altro che presentarmi ai corsi!
Non ero molto contenta di dover ripartire da sola, perchè mi trovavo molto bene con la mia tramily. Fra l’altro, a me non piace l’idea di andar di fretta lungo il cammino. Chiaramente questa non è la fine che avrei scelto: avrei di gran lunga preferito concludere il sentiero in compagnia dei miei amici e godermi le ultime giornate di cammino, invece che accellerare per arrivare al terminus il prima possibile. Ma la vita lungo il sentiero è fatta anche di compromessi e per me era importante poter concludere il cammino senza precludermi l’opportunita di tornare all’università.

Section K non è così difficile. Probabilmente lo è per i Sobo, i camminatori diretti verso sud, visto che è il primo tratto con dislivello notevole che trovano. Per tutti noi diretti verso nord, quindi la stragrande maggioranza dei camminatori, Section K non deve assolutamente fare paura, perchè abbiamo già percorso tratti molto più tecnici ed impegnativi. Sí, c’è qualche “blowdown”, albero caduto lungo il sentiero, di troppo, ma niente in confronto a quel che ho visto in NorCal.

Per poter camminare più a lungo, questa è stata la prima settimana da inizio percorso che ho messo la sveglia tutte le mattine, sempre prima delle 6. Di solito, aspetto che le prime luci delle giornata mi sveglino, perchè mi sembra più naturale, ma ormai il sole sorge tardi, verso le 7. Iniziando a camminare presto, sono così riuscita a percorrere le mie giornate più lunghe. Per tre giorni consecutivi ho camminato oltre 40km con più di 2000m di dislivello. Il terzo giorno, il 14 settembre, data che segna 5 mesi dall’inizio cammino, ho camminato sotto la pioggia per tutta la giornata e sono arrivata la sera che non vedevo l’ora di avvolgermi nel calduccio del mio sacco a pelo, pensando che nel giro di qualche giorno, avrei potuto avere vere coperte e materasso.
Assolutamente non mi posso lamentare del meteo. Mi aspettavo Washington grigio e piovoso, invece per ora ho beccato sole quasi tutti i giorni. Sono però scese le temperature e si sono accorciate notevolmente le giornate. La mattina mi preparo e faccio colazione al buio. Ormai s’intravedono i primi colori autunnali, la natura stessa suggerisce che è arrivato il momento di finire. Ho iniziato il PCT che stavano sbocciando i primi fiori sui cactus e adesso sto concludendo con i cespugli di mirtilli selvatici completamente rossi. Le notti sono molto più fresche, erano mesi che non dormivo con cappello di lana e spolverino.
Una delle cose più belle lungo il PCT è seguire uno stile di vita il cui ritmo è completamente dettato dal sorgere e tramontare del sole e dal passaggio delle stagioni. Infatti, bisogna finire il deserto prima che arrivi il caldo dell’estate, iniziare la Sierra solo dopo che il grosso della neve si sia sciolto, attraversare il NorCal prima che arrivino gli incendi e l’Oregon dopo la stagione delle zanzare. Washington va assolutamente concluso prima delle nevicate autunnali, che a volte iniziano che non è ancora Ottobre. Vedere i colori del paesaggio cambiare e le giornate accorciarsi è un segno che ormai il nostro tempo lungo il sentiero si sta, e deve, concludersi a breve.






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