Da Snoqualmie a Leavenworth

Lasciare Snoqualmie è stato molto difficile. Sono stata ospite al Washington Alpine Club (WAC), la sede principale del gruppo di appassionati di sci e alpinismo della zona. Il WAC è un edificio a più piani, con tanto di salotto e tre camerate, dove i camminatori possono passare la notte. Ogni sera ci sono dei volontari che cucinano la cena per i cammminatori, ma per tenere il posto pulito, tutti devono contribuire con almeno un lavoro domestico. Io avevo sparecchiato e pulito i tavoli dopo cena e colazione.

Quando c’è un posto che ti trattiene e ritarda il tuo tornare sul sentiero, noi camminatori lo chiamiamo vortex, vortice, perchè ti risucchia e prima che uno se ne renda conto sono passate ore o addirittura giornate. Per ora, il vortex più potente io l’ho trovato proprio qui, al Washington Alpine Club. Di solito, ogni volta che sono in un centro abitato, non vedo l’ora di tornare sul sentiero. È vero che in citta ti puoi gustare le comodità moderne, ma è anche vero che ti assalgono, in un colpo solo, tutte le problematiche della civiltà, devi rispondere ai messaggi, leggere le mail, controllare le notizie della settimana. Hai a che fare con fretta, stress ed ansia, sentimenti quasi inesistenti lungo il sentiero. Non vedi l’ora di tornare sul sentiero, per lasciare alle spalle tutti questi problemi. Ma ormai sono a metà Washington e il richiamo della civiltà si fa sempre più potente. Soprattutto quando devi lasciare un posto tanto accogliente come il WAC, con divani e copertine, tisane illimitate, ottima cena fatta in casa, per affrontare la nebbia e il freddo.

Questo è il tempo metereologico a Snoqualmie, 7 settembre, diciamo che non invoglia proprio ad uscire e a campeggiare

Affrontato l’ostacolo iniziale, devo però dire che questo tratto, da Snoqualmie Pass, miglio 2396, fino a Stevens Pass, miglio 2466, è stato veramente bello. Tranne la nebbia del primo giorno, il 7 settembre, abbiamo beccato un tempo straordinario. È tornato il sole, ma sono rimaste tante nuvole, creando dei panorami molto suggestivi, perchè vedi le vette delle montagne spiccare da questo mare di nubi. L’unico problema è la condensa che si forma sulla tenda al mattino, ormai non si può più fare cowboy camping. Lascio qui qualche foto.

Panorami di questo tratto

Adesso che siamo a Washington e abbiamo alle spalle quattro mesi abbondanti di camminata, siamo tutti un po’ logorati dalla fatica fisica. Mi sembra che un camminatore su due zoppichi e si stia letteralmente trascinando verso la fine. Anche il materiale tecnico ormai non tiene più, quasi tutti hanno un materassino bucato, uno zaino a cui si è slacciata una cinghia, un sacco a pelo che ormai è talmente sporco e stropicciato che non tiene più le basse temperature. Io ho entrambe le cerniere della tenda rotte, un classico per chi ha una tenda Durston. Addirittura c’è una sarta ad Ashland che si è specializzata nel sostituire le cerniere da tenda. Visto che le mie cerniere sono crollate successivamente, me le sono dovute riparare da sola. Le ho provate a ricucire il pomeriggio dopo l’incendio, ma speriamo che non arrivino forti pioggie, altrimenti mi bagnerò tutta.

Qui si intravede il mio lavoro di cucito. Una curiosità: se disponibile, tanta gente usa per cucire il filo interdentale, perchè è molto più resistente

Questo tratto è stato particolarmente ripido e con terreno difficile e molto irregolare, pieno di sassi. Comunque ne è valsa la pena, se il panorama è bello mi faccio andar bene qualsiasi tipo di sentiero. Ho fatto un massimo di 22 miglia al giorno e sono arrivata alla successiva strada asfaltata, Stevens Pass, il 9 settembre, da cui poi sono andata in autostop fino a Leavenworth. C’è chi salta Leavenworth e si porta cibo per una settimana intera fino ad arrivare a Stehekin, ma ormai sono stanca del ritmo di vita del sentiero e mi concedo qualche pausa in più nella civiltà. 

Leavenworth è una piccola cittadina molto frequentata dai turisti. È costruita ispirandosi ad un modello bavarese: l’architettura ricorda quella tipica, i negozi vendono dirndl, i cartelli stradali sono bilingue inglese-tedesco. C’è ovviamemte qualche errore. In centro città ho trovato una pasticceria danese e per strada c’è chi suona il corno svizzero per attirare i turisti.

Leavenworth: simpatica e un po’ “cringe”

La leggenda dice che Leavenworth è stata creata da immigrati bavaresi, ma la realtà è completamente diversa. Leavenworth era un paesino abitato da minatori, completamente in rovina. Volevano rilanciarla e qualcuno ha pensato di ricostruire il centro a tema bavarese, con la sperenza di attirare turisti. Ha funzionato alla grande, visto che è passata da essere una citta morente ad uno dei posti più famosi di Washington. Lo scopo era quello di sentirsi in Europa, ma a me al contrario ha ricordato come solo in America questi luoghi cosí stravaganti possano esistere.

Alla prossima!

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