Incendio!

Gli imprevisti non finiscono mai sul Pacific Crest Trail. Avevo appena fatto in tempo a godermi il panorama stupendo di Goat Rocks con la mia tramily, quando nel primo pomeriggio abbiamo cominciato a sentire un po’ di odore di fumo. Non è mai un buon segno, ma è difficile prevedere se si tratta di un incendio vicino o se invece è solo il vento che, cambiando direzione, porta il fumo di incendi molto più distanti. Oppure se si tratta di una grigliata organizzata da un trail angel, ma di solito questa opzione è realistica solo se si è nei pressi di una strada, cosa che di certo non era il caso a Goat Rocks.

Quando si è sul PCT e non prendono i cellulari, è anche difficile avere notizie dal mondo esterno, e capire se ci si trova sul serio di fronte ad un pericolo. Dopo qualche ora ci è arrivata la notizia grazie ad un camminatore “sobo”, che in gergo locale vuol dire che fa parte della minoranza di camminatori diretti verso sud. E ci ha confermato che c’era un incendio in corso poco distante e che avrebbero chiuso un tratto del sentiero poco più a nord. 

A differenza dall’incendio nei pressi di Etna, non c’era modo di non notarlo una volta più vicini. Una decina di miglia dopo il tratto di Knife’s Edge, ho visto il fumo per la prima volta. Si intuiva benissimo che questo incendio era di dimensioni notevoli.

Questa è la prima volta che ho visto il fumo e ho intuito la portata dell’incendio, siamo un po’ prima del miglio 2300

In questo caso non c’è stato molto da fare, se non raggiungere a piedi la strada asfaltata più vicina e da lì capire come uscire dalla zona pericolosa. Siamo arrivati a White Pass, miglio 2298, la sera stessa, il 2 settembre, ed effettivamente, abbiamo avuto la conferma che il sentiero era chiuso per le 30 miglia successive. Ci siamo accampati a White Pass con una cinquantina di altri camminatori, sperando di trovare un passaggio oltre la chiusura il giorno successivo.

Questo è White Pass, un misto fra un benzinaio, bar e resort sciistico. Qui una cinquantina di camminatori aspettavano qualcuno che potesse dare loro un passaggio oltre la chiusura

Il mattino successivo, il 3 settembre, una brutta sorpresa ci aspettava al nostro risveglio. Durante la notte il vento aveva cambiato direzione, portando su White Pass un sacco di fumo. L’odore del fumo ci aveva svegliato molto presto ed appena sono comparse le prime luci della giornata, abbiamo avuto modo di vedere il colore del cielo, tutt’altro che limpido.

Camminatori appena svegliati a White Pass, 3 settembre, ora 6.14

Per fortuna, lasciare White Pass è stato molto semplice. Un sacco di trail angels si sono offerti di accompagnare in automobile i camminatori oltre la chiusura, 30 miglia più a nord. Non tutti i camminatori hanno però accettato. C’è chi ha camminato imperterrito, nei pressi dell’incendio, sfidando regole e buon senso, pur di non saltare neanche un miglio. Mi hanno mostrato le foto che hanno scattato, qualcuno è riuscito a catturare l’incendio che avanza e devo dire che fanno venire i brividi. Io non ho rischiato. Ho ripreso a camminare da Chinook Pass, sempre insieme a Stretch, Bryce e Secondhand.

Appena abbiamo iniziato a camminare da Chinook Pass, oltre la chiusura del PCT, il cielo era sereno, ma purtroppo la situazione non è durata molto. Durante la notte, il vento ha cambiato direzione. In effetti, il mattino successivo, il 4 settembre, mi ha svegliato un odore di fumo ancora più forte di quello del giorno precedente ed appena uscita dalla mia tenda, ho visto quello che descriverei come uno scenario apocalittico, perdonatami i toni drammatici. Come nei casi di nebbia più fitta, non si riusciva a vedere ad oltre un paio di metri di distanza. Il cielo era color salmone. Il sole, rosso fosforescente, appariva a malapena oltre il fumo. Pioveva cenere. 


4 settembre, ora 7.40, miglia 2330-2335.

Abbiamo tutti iniziato a camminare il più velocemente possibile per allontanarci dalla zona, ma ci è voluto più del previsto. Per via del fumo, mi bruciava la gola, avevo mal di testa ed un certo momento ho avuto la sensazione di far fatica a respirare. Una ragazza, medico, mi ha consigliato di mettermi un fazzoletto su bocca e naso, che ha leggermente migliorato la situazione.

No, non sto andando a rapinare una banca, sto solo cercando di uscire dalla zona

Ho camminato nel fumo per circa 6 ore, esperienza che non raccomando a nessuno. A quanto pare ci sarebbe dovuto essere un bel panorama su Mount Ranier, ma il fumo m’impediva di vedere qualsiasi cosa. Poi, un po’ perchè il vento ha cambiato direzione, un po’ perchè ci siamo allontanati dall’incendio, il fumo è calato drasticamente. I giorni successivi, fino ad arrivare a Snoqualmie Pass il 6 settembre, sono stati molto più tranquilli. Non sono state giornate particolarmente interessanti, ma meglio così, questa settimana ho già vissuto troppe emozioni intense!

A presto!

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