Dopo Shelter Cove il panorama è migliorato molto. Il percorso passa attraverso la foresta, ma si vedono tanti piú laghi, dall’acqua turchese. Ha cominciato a fare leggermente più freddo, ottimo per camminare, meno piacevole la sera in campeggio. Il mattino presto, l’acqua dei laghi, per via dello sbalzo di temperature fra notte e giorno, evapora diventando foschia, creando un effetto molto suggestivo, sembra quasi di essere in una nuvola, un panorama da fiaba.

I giorni successivi sono stati notevoli. Finalmente le foreste si sono interrotte ed il paesaggio è migliorato. Ho cosí avuto modo di vedere le 3 Sisters, South, Middle and North, tre cime mountuose. Stiamo attraversando un territorio vulcanico e lo si nota. Spesso il terreno sono pietre rossicce, le cosidette “lava rocks”. Sono molto scenografiche, soprattutto per me che non le avevo mai viste, ma sono assolutamente orribili per camminare, massacrano i piedi e sfondano le suole delle scarpe.

Questi giorni la gente ha cominciato ad allungare parecchio le distanze. Forse perche l’Oregon è un po’ meno interessante, forse perche ormai sono piú di quattro mesi che camminiamo e si ha una certa voglia di concludere, ma c’è veramente chi sta tenendo ritmi assurdi. Io ormai navigo sui 40 km al giorno di media, che faccio senza troppe difficoltà ed assolutamente non sono fra i camminatori piú veloci. Anzi, direi che sono leggermente piú lenta della media delle persone che riescono a completare il PCT in una stagione unica.
Da un lato è vero che il terreno nella foresta, in terra battuta, è piú morbido e i saliscendi in Oregon ti permetteno di percorrere distanze un po’ piú lunghe rispetto alla California, ma ancora io non riesco a comprendere come la gente riesca a fare chi 40, chi 50, chi 60 km al giorno. È pazzesco vedere come il corpo si allena a tenere questi ritmi. Io stessa ho iniziato il PCT percorrendo una ventina di km al giorno massimo, adesso sono a mio agio a farne 45.
A me le sfide competitive lungo il sentiero non interessano proprio e non ho nessun desiderio di correre per finire il prima possibile, ma avevo una piccolo obiettivo personale da raggiungere. Avevo già fatto 29.5 miglia e ho pensato che mi sarebbe piaciuto, un giorno, provare a farne trenta. Ma ho scoperto che 30 miglia equivalgono a circa 49 km e con un piccolo sforzo in piú sarei potuta arrivare a 50km, misura che mi dice molto di piú. Poi, non è sempre detto che si trova posto campeggio ovunque, insomma alla fine sono arrivata a fare 32 miglia, ovvero 51 km e mezzo, con 1300m di dislivello in salita e 985m in discesa. E questa non è neanche stata la cosa piú notevole. Il giorno precedente avevo percorso 44 km, il giorno successivo 41 km, facendo un totale di oltre 136 km in 3 giorni. Per fare un confronto usando sentieri di montagna più conosciuti fra noi europei, l’Alta Via 1 delle Dolomiti sono 120km, e la gente di solito la fa tra le 8 e le 10 tappe, mentre il Tour du Mont Blanc sono 170 km, che la gente percorre in circa 10 giornate. Con i miei ritmi attuali, potrei percorrerli in rispettivamente in 3 e 4 giorni, con solo un po’ di dislivello in più.
Non sarei riuscita a tenere questi ritmi da sola. Mi sono unita ad un gruppetto, che quel giorno lì hanno camminato ben più di me, sfiorando i 60km. Ed è vero che camminare in compagnia aiuta a raggiungere obiettivi ambiziosi, così come è vero che l’adrenalina ti aiuta ad andare avanti quando il corpo non ce la fa più. Ma è anche vero che si devono affrontare le conseguenze sul fisico, malessere generale e dolore acuto ai piedi. Ho chiesto a un ragazzo che punta a fare sui 60km al giorno se non gli facesse male qualcosa e lui mi ha risposto che tutti i giorni prende il doppio della razione di Iboprufene consigliata dai medici. Ecco, io sono convinta che se si prendono delle medicine per evitare i dolori causati dal camminare troppo, c’è qualcosa che non va.

L’adrenalina non ripaga dalla fatica e se si cammina tutto il giorno, si perdono gli aspetti più belli del PCT. Ci sono altri piaceri lungo il sentiero, come mangiare i mirtilli selvatici, fare il bagno nel lago, osservare un panorama, scattere qualche foto o chiacchierare con chi s’incontra. Basta, dalla prossima settimana tornerò a percorrere distanze che mi si addicono di più, quindi maratone massimo.
Fortunatamente, il mio umore è molto migliorato rispetto ai primi giorni in Oregon e ho scacciato via quel poco che mi rimaneva del NorCal Blues. Ci stavo proprio pensando al Big Lake Youth Camp, un centro estivo cristiano che offre doccia e pasto ai camminatori. Era una serata molto fredda e umida ed io ho dormito in spiaggia, direttamente sotto le stelle. Il mattino la condensa mi ha inzuppato sacco a pelo, materassino e vestiti, ma io ero felice, perchè la via lattea era chiarissima e l’alba dalla spiaggia è stata meravigliosa. Sono intenzionata a godermi quel che resta del cammino, visto che nel giro di in mese, non avrò più la possibilità di vivere all’aperto e rimpiangerò questi momenti, nonostante i dolori ai piedi e il freddo al mattino.
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