Una notte troppo fredda e ventosa per i miei gusti, a più di 3000 m d’altitudine, vicinissima al Mather Pass, mi è capitato di pensare quanto avrei preferito avere un tetto sopra di me, al posto di una tenda in cui ho dovuto tenere fermi i pali, per paura che il vento la facesse crollare o, ancora peggio, la strappasse. Mi è venuto in mente che l’ultima volta che ho visto un tetto vero e proprio era stato tre giorni prima e ce ne sarebbero voluti altri quattro prima che arrivassi a vedere un qualsiasi segno di civiltà. Così è l’esperienza dei camminatori del PCT e in molti altri sentieri negli Stati Uniti: si tratta di sopravvivere e godersi territori remoti, assolutamente non attrezzati, e si ha la sensazione di essere completamente isolati dal resto del mondo.
Proprio in questa situazione, una notte troppo fredda per dormire bene, accampata in una valle raggiungibile solo a piedi con tre giorni di cammino, mi è venuto in mente quanto questa situazione sia irripetibile in, probabilmente, gran parte dell’Europa. In montagna, in Italia, ci sono sempre rifugi, camminatori giornalieri, spesso strade asfaltate non troppo distanti, comunque raggiungibili in almeno un paio d’ore. C’è un abisso fra come gli statunitensi vivono la montagna e la natura e da come si solito la frequentiamo noi europei. Dopo più di due mesi che sto sperimentando questa realtà, penso sia giunto il momento di proporre una mia riflessione a riguardo.
La prima differenza è ovvia: si tratta dello spazio a disposizione. Gli Stati Uniti sono molto più vasti, decisamente meno abitati. I “grandi spazi” degli Stati Uniti, soprattutto nell’ovest, non sono una trovata dei film western. Ci sono intere zone abitate pochissimo, in cui la presenza umana ed urbana è molto limitata. Basta pensare che le guardie forestali, che a volte passano intere stagioni nella Sierra Nevada, si devono far portare le provviste con dei muli. I cellulari non prendono per settimane intere. Le zone abitate più vicine potrebbero trovarsi a giorni e giorni di cammino. Nel caso di difficoltà non è detto che si trovi qualcuno che possa fornire aiuto. Quasi tutti i camminatori che ho conosciuto si portano dietro un GPS satellitare, unica connessione con il mondo esterno, da usare in caso d’emergenza.
Questo aspetto è molto diverso rispetto all’Europa. Una densità abitativa molto maggiore fa si che anche i posti più isolati, le aree protette o i parchi nazionali, sono molto più raggiungibili e la presenza umana è molto più preponderante. Spesso c’è sempre qualche paesino o insediamento urbano nelle vicinanze. È rarissimo, in montagna, non trovare nessun rifugio che offra possibilità di mangiare o dormire. È molto più diffuso fare gite giornaliere, perché ci sono gli sbocchi e i sentieri giusti. Quasi nessun camminatore, neanche fra i più arditi e appassionati, si porta provviste per settimane alla volta, perché non ce n’è bisogno.
Visto che negli Stati Uniti le camminate giornaliere sono molto meno diffuse perché le aree naturali sono meno accessibili, chi vuole passare un po’ di tempo nella natura, di solito, si deve portare tutto appresso, tenda, zainone e provviste per quanti giorni sia previsto, cosa che di solito neanche gli esperti di montagna fanno da noi. Negli Stati Uniti, spesso è necessario avere un permesso specifico per accedere molti parchi naturali o aree protette, questo per limitare il numero di persone sui sentieri. Certi permessi particolari, per esempio Half Dome a Yosemite, Mount Whitney, qualche sentiero sul Grand Canyon, sono difficili da ottenere e spesso si ricorre a un sistema di lotteria. Quando si ha il permesso di visitare un parco o una zona naturale, solitamente si ha il permesso di campeggiare ovunque in queste zone. Fra l’altro, quando il terreno appartiene al governo federale, Bureau of Land Management (BLM), tendenzialmente è sempre concesso accamparsi per quante notti si vuole. Questo è molto diverso dalla maggior parte dei paesi europei, dove i campeggi sono quasi sempre già stabiliti, attrezzati e a pagamento. Il campeggio libero, che è il modo più diffuso di fare campeggio negli Stati Uniti, è fatto pochissimo in Europa ed è tendenzialmente considerato proibito o pericoloso. In alcuni paesi europei è completamente illegale (Germania, Paesi Bassi), in altri non è propriamente consentito, ma tollerato (Italia, Francia, Svizzera), in alcuni è consentito con alcuni parametri (Norvegia, Scozia), ma in nessun paese è diffuso e apprezzato come negli Stati Uniti. Basta pensare che solamente con il mio permesso di PCT io ho la possibilità di campeggiare ovunque voglia lungo il sentiero, per centinaia di notti e migliaia di km.
La seconda differenza che si nota, è la mentalità preponderante con cui diversi popoli concepiscono la natura e gli spazi aperti. Forse perché gli Stati Uniti sono stati fondati da pionieri e da esploratori che pian piano si spostavano verso ovest, si percepisce ancora un certo desiderio di una parte del popolo di esplorare territori inesplorati e selvaggi. Forse, ma queste sono tutte idee mie, la cultura individualista degli Stati Uniti, in cui ognuno pensa per sé e non deve fare conti con nessuno, tanto meno con la legge, la si nota anche nel loro approccio con la natura. In tanti aspetti della società statunitense è in vigore una “legge del più forte”: per via di un welfare state poco sviluppato e un’ eccessiva libertà del mercato, negli Stati Uniti prospera chi ne ha i mezzi e non c’è una rete di salvataggio per chi non riesce. Anche nella natura questo concetto prevale: sopravvive chi ne è in grado. Spesso chi va nel “backcountry”, come lo chiamano loro, lo fa facendo affidamento solo su sé stesso, sulle proprie abilità e sui propri mezzi, non su infrastrutture, come di solito, facciamo noi. Non ci sono mezze misure. Si vive la natura in modo estremo, sapendo che non c’è un tetto sotto cui ripararsi in caso di nubifragio, e non ci sono posti che offrono cibo nel caso sia indispensabile.
Forse perché nella maggior parte dei paesi europei c’è un’ idea di comunità più forte, si pensa che la montagna e la natura sono un bene da proteggere per tutti e devono essere accessibili a tutti. Ci si può avvicinare alla montagna in modo più graduale, meno estremo rispetto agli Stati Uniti. È molto più diffuso fare camminate alla domenica, esistono gruppi CAI, visite guidate, addirittura una volta, mi è capitato di fare una gita di classe. In media, le infrastrutture e i trasporti pubblici in Europa sono molto più sviluppati, ed esistono autobus e ciclabili che ti portano in montagna. Esistono addirittura certi rifugi accessibili in macchina e funivie che ti portano direttamente in cima alla montagna. Questo sviluppo è dato sicuramente dal fatto che la montagna è più frequentata, ma forse anche perché, in fondo, si pensa che la natura sia un bene comune e quindi va data una possibilità a chiunque di godersela, anche a chi non ne sarebbe in grado altrimenti.
Non so se queste differenze nel modo di vivere la montagna sono date da fattori pratici, come lo spazio a disposizione, da motivi ideologici o da un misto di entrambi. Non so se sia lo spazio a disposizione che abbia influenzato l’ideologia prevalente o viceversa, l’ideologia esistente ha fatto sì che lo spazio venga protetto o attrezzato in modi diverso. Non so se questi pensieri possano essere generalizzati a tutto il paese o a tutto il popolo, ma c’è senza dubbio una differenza sostanziale su come l’americano medio e l’europeo medio vive la natura.
A me il modo estremo statunitense di vivere la natura piace molto e mi si addice di più. In una situazione in cui tutte le attività quotidiane sono scomode, in cui sei sempre a rischio di avere fame e freddo, in cui fai affidamento solo su quello che ti porti sulle spalle, sei in una situazione che ti svincola da tutti gli obblighi imposti dalla nostra società. Per la prima volta in vita mia, ho la sensazione che non devo niente a nessuno. Le uniche regole da rispettare sono le leggi naturali, molto più potenti di qualsiasi tentativo di legge qualcuno abbia mai provato ad inventare ed ad imporre. Si respira un senso di libertà mai provato prima, che a tratti è spiazzante, a tratti inebriante. Questo senso di libertà assoluta, che è quello che rende gli statunitensi tanto orgogliosi del loro paese e il principio di base su cui hanno fondato una nazione intera, io lo ritrovo qui, fra i passi di montagna innevati e i laghi alpini, nel territorio degli orsi e delle marmotte.


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