Appena lasciata Hikertown, il sentiero attraversa il deserto di Mojave. Per le 20 miglia successive, il panorama è poco interessante e a meno che non ci siano sorprese, di solito si ha a che fare con un caldo torrido. Il percorso segue l’acquedotto di Los Angeles. Un po’ perché il paesaggio è poco suggestivo, un po’ per evitare le temperature elevate e un po’ perché la tradizione vuole così, il pezzo che segue l’acquedotto lo si fa sempre in notturna.

Ero arrivata ad Hikertown in tarda mattinata e dopo essermi riposata per tutto il giorno, sono ripartita verso le 19. Eravamo un gruppo numeroso, circa una decina di persone, anche se poi ci siamo sparpagliati. Abbiamo camminato fino a quasi alle due di notte. Devo dire che è stato piacevole. Tutti noi avevamo speciali braccialetti o accessori fosforescenti. Qualcuno ha attaccato della musica. C’era una bella atmosfera. È stato quanto di più simile ci possa essere ad una discoteca sul sentiero, con la differenza che abbiamo percorso 17 miglia e mezzo, 28km, al posto di ballare. Considerando che in mattinata ne avevo già percorse 6 e mezzo, questa è stata per ora la giornata più lunga.


Viaggiare di notte ha reso unico un pezzo di sentiero che altrimenti non sarebbe stato memorabile, perché piatto, brutto e in gran parte sullo sterrato. Grazie al clima secco del deserto, la totale assenza di nubi e la lontananza dai centri abitati, il cielo stellato è meraviglioso. Mi sarebbe piaciuto immortalarlo in qualche fotografia, ma non ho una fotocamera abbastanza potente. Pazienza, certe cose vanno lasciate alla memoria e all’immaginazione.

Mentre la camminata in notturna è stata molto piacevole e suggestiva, il giorno successivo è stato una batosta. Dopo aver dormito poco più di 3 ore, ho comunque dovuto camminare fino alla prossima fonte d’acqua, a una quindicina di miglia di distanza. Qualche camminatore più furbo di me ha fatto un riposino pomeridiano, ma io sono arrivata la sera senza nessuna energia, stravolta dalla mancanza di sonno. Il tutto è stato ancora più difficile perché c’era un dislivello notevole, ma soprattutto, perché c’era un vento formidabile. Per i 4 giorni successivi, due prima e due dopo Tehachapi, il sentiero attraversa la più grande installazione di pale eoliche California. Posso assicurare che se tante pale eoliche sono state installate qui, un motivo c’è. A tratti, il vento mi faceva inciampare e e mi trascinava nella direzione sbagliata.



Tehachapi è una piccola cittadina, ed è stata una buona località per riposarsi un attimo. Ho passato due notti in un albergo con piscina e wafer illimitati a colazione. Ormai però, sono talmente abituata a dormire all’aperto in balia degli elementi, che il mio sacco a pelo e materassino mi sembrano più comodi che non una stanza d’albergo, soprattutto se poi questa stanza è condivisa da 7 persone, di cui almeno un paio russano. E mi diverto di più a provare ad orientarmi sul sentiero nel vasto panorama desertico, che non fra le corsie illimitate di Walmart, anche se in entrambi i posti si vedono camminatori stanchi, sperduti e con troppo cibo appresso.

Dopo un po’ di meritato relax, sono ripartita. Mancano solo 8 giorni di deserto!
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