Come si mangia lungo il sentiero?

La risposta breve è: “Tanto e male”.

La maggior parte dei camminatori si porta dietro un piccolo fornelletto con bomboletta a gas. Di solito, si cucina prevalentemente a cena, dopo aver già piantato la tenda, anche se c’è chi si concede il lusso di una colazione o un pranzo caldi. Ma c’è anche chi, per portarsi dietro meno peso, decide di rinunciare completamente al fornelletto e mangia cibo freddo per ben cinque mesi consecutivi. È importante avere tanti snacks, oltre ai pasti principali. Tendenzialmente, quando si fa rifornimento viveri in una cittadina, si va a mangiare fuori, per mangiare bene almeno una volta ogni tanto.

Lista della spesa
Esempio di spesa per all’incirca 5 giorni. Manca il grosso delle merende

La colazione è stato per me il pasto più difficile da rimpiazzare, ancora devo trovare una soluzione che sia nutriente, gustosa e che pesi poco. Un’opzione comune sono i fiocchi d’avena, sia preparati su un fornello che messi semplicemente in ammollo la sera prima. Un’altra opzione sono biscotti secchi o barrette energetiche. C’è chi sgranocchia granola, crackers, merendine o cereali. Io ho provato quasi tutte queste opzioni e personalmente mi soddisfano poco.

Esempi di colazione, fiocchi d’avena o biscotti

Per pranzo, l’opzione più diffusa è farsi dei wraps con delle tortillas, molte simili alle nostre piadine, crude però. C’è chi li fa sofisticati, con tonno , maionese, formaggio, salame, ma c’è anche chi semplicemente li condisce con burro d’arachidi. Io, di solito, le riempio con formaggio e avocado. Un’altra alternativa è farsi il cous cous. Al posto di cucinarlo, lo si può semplicemente mettere in ammollo il mattino, per pranzo si è già idratato. Io aggiungo qualche verdura disidratata, un po’ di frutta secca e qualche salsa. Oltre opzioni per pranzo sono crackers, barrette energetiche, ramen etc.

Tortillas: il ripieno più folle che ho visto sul sentiero è stato burro d’arachidi e patatine

La cena è il pasto migliore. Le opzioni più diffuse sono i ramen, noodles orientali, purè di patate disidratato, paste e risotto in busta. Certe marche sono diffusissime tra i camminatori. Io uso tantissimo preparati Knorr, in alternativa, prodotti Mountain House e Backpacker’s Pantry vanno alla grande.

L’opzione più economica ma meno nutriente in assoluto: Ramen

Per merende, ci sono un sacco di opzioni disponibili. Io cerco di mangiare qualcosa perlopiù sano, tipo frutta secca, ma qui quasi tutti mangiano un sacco di merendine e cibi ultraprocessati. I miei snack preferiti sono anacardi, datteri, noci pecan, albicocche essiccate, purea di mela in busta e Snickers.

Questi negozi pensati per i camminatori hanno sempre ampia varietà di barrette energetiche

Un’altra cosa a cui pensare è come proteggere il cibo dagli animali. Per ora, si tratta di roditori, ma presto bisognerà mettere il cibo al riparo dagli orsi. Io tolgo tutto il cibo dal contenitore originale, a meno che non sia già un prodotto impacchettato monoporzione, tipo una barretta energetica, e lo metto dentro delle bustine di plastica richiudibili, che in teoria dovrebbero limitare gli odori. Metto tutte queste bustine all’interno di un sacco pensato appunto per portare il cibo. Di notte, lascio questo sacco all’interno dello zaino, nell’anta esterna della tenda. Per ora non ho mai avuto problemi con animali.

Così come bisogna portarsi dietro il cibo, bisogna portarsi dietro anche la spazzatura. A volte siamo fortunati e si trovano dei cestini lungo il sentiero, ma di solito, bisogna portarsi la spazzatura per almeno 3 giorni di cammino alla volta, che non è piacevole. Anche questa potrebbe attirare animali.

Il fabbisogno calorico giornaliero è molto diverso da quello della vita quotidiana. Ovviamente varia da persona a persona, dal tempo meteorologico, dai km percorsi e dal dislivello della giornata. Chi si porta dietro un orologio che tiene traccia del consumo di calorie, riesce a stimare la quantità di calorie bruciate. In media, si tratta di 4000 calorie al giorno, con picchi di anche più di 5000. Se si tiene conto che 2000 calorie al giorno è il valore di riferimento per il fabbisogno energetico di una persona, questo vuol dire che sul cammino c’è bisogno di circa il doppio delle energie. Bisogna mangiare di conseguenza, che non è banale. Il problema non è l’appetito, perché la fame aumenta in corrispondenza delle energie consumate. La difficoltà sta nel doversi portare sulle spalle il cibo per, in media, dai 3 agli 8 giorni di sentiero, tenendo conto che si deve mangiare il doppio rispetto a quanto uno sia abituato.

Di solito, si privilegiano cibi che offrono tante calorie in proporzione al peso e al volume. Frutta secca, datteri, ma anche caramelle, burro d’arachidi, merendine. Bisogna fare il ragionamento opposto rispetto a quello che fanno la maggior parte delle persone nella vita di tutti i giorni: a parità di peso, bisogna sempre dare la priorità al cibo più calorico. Sebbene all’ inizio possa sembrare piacevole avere l’opportunità di mangiare tutto quel che si vuole e rischiare di comunque essere in deficit calorico e perdere peso, questo fattore dopo un po’ diventa problematico. Mangiare più calorie possibili è altrettanto malsano e dannoso che tentare di mangiare meno calorie possibili, soprattutto se poi non si tiene conto degli altri valori nutrizionali.

Io sono vegetariana da circa cinque anni e mi è stato chiesto se fosse difficile seguire la mia dieta. A dir la verità mangiare vegetariano lungo il sentiero non è difficile, mangiare sano ed equilibrato lo è. Prima di tutto, sul sentiero la maggior parte delle persone non riesce a mangiare abbastanza frutta e verdure, ma a dir la verità molti non ci provano neppure. Prodotti quali mele, carote o peperoni tengono bene fuori dal frigo per diversi giorni, ma quasi nessuno se li porta via, perché considerando il loro peso, non forniscono abbastanza calorie alla dieta. La mania di tenere conto solo delle calorie e non degli altri valori nutrizionali potrebbe a lungo termine essere molto dannosa, soprattutto considerando che questo regime alimentare va tenuto per cinque mesi, non solo per una vacanzina settimanale.

L’altro fattore molto diverso dalla mia esperienza pre-cammino, è il bisogno di mangiare continuamente, almeno ogni paio d’ore, invece che solitamente ad orari fissi. Qui sul sentiero faccio colazione appena sveglia, a volte senza neanche uscire dal sacco a pelo. Faccio uno o due spuntini prima di pranzo. Dopo pranzo, mi fermo a fare merenda almeno una volta. E devo sforzarmi per non mangiare niente altro dopo cena, perché la fame c’è, ma non ha senso mangiare quel poco cibo disponibile in un momento che so che non devo fare nessun tipo di attività fisica.

Qui molti perdono peso velocissimamente, il che crea grossi problemi al fisico. D’altronde, se si punta a mangiare 3000 calorie al giorno, obiettivo ambizioso, si ha un deficit calorico di circa 1000 calorie giornaliere, che di solito vuol dire una perdita di circa un kilo a settimana. Questo è uno stile di vita che non è assolutamente sostenibile per cinque mesi. Neanche le diete più rigorose consigliano la perdita di così tanto peso in così poco tempo per un periodo così prolungato.

Insomma, non è semplice organizzarsi per mangiare a sufficienza, soprattutto considerando che, dato l’elevato consumo di energie, si è in una situazione di fame perenne. Viene chiamata “hiker’s hunger”, la fame del camminatore. Vi assicuro che la sto sperimentando e sto vedendo di quelle cose assurde. Ho visto un ragazzo ordinarsi 4 hamburger in un colpo solo al McDonald. Burritos da quasi 2kg mangiati in un batter d’occhio. Io ho un certo talento nel divorare gelati, sono arrivata a 6 nel giro di poco più di 24 ore di sosta, nei pressi di Agua Dulce. Quando si va in città e c’è accesso a del cibo buono, tutti mangiano molto più del solito. Le rare volte che sono in città, mi sembra di mangiare il doppio se non il triplo di quello che mangerei altrimenti. Pensavo di non arrivare mai a dichiarare una cosa del genere, ma per fortuna che esistono le porzioni statunitensi. 

Questa è stato il mio brunch in città dopo una settimana di camminata. Un burrito ripieno di frittata, verdure e formaggio, hashbrown (patate spadellate) di contorno e un pancake gigante. Ma questo è stato solo il primo round! Ho ordinato un altro pancake delle stesse dimensioni. Il tutto accompagnato da due cioccolate calde, di cui una con la panna. Che ci crediate o no, dopo due ore, mi è venuta di nuovo fame

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