Anniversario, un mese di sentiero

Oggi è il 14 maggio, data che segna un mese da quando ho iniziato a percorrere il PCT. Io ed Allie, che abbiamo iniziato lo stesso giorno e che ancora camminiamo insieme, volevamo festeggiare in qualche modo. Purtroppo però non avevamo pensato di portare qualcosa con noi, tipo una birra o un dolcetto, per festeggiare l’anniversario. Comunque mi sembra opportuno fare un punto della situazione. Ecco un piccolo resoconto di cosa è successo in quest’ultimo mese.

Dal 14 aprile al 14 maggio ho percorso circa 427 miglia. Ho raggiunto due cime, San Jacinto e Baden Powell. Il punto più alto del sentiero sono stati 3300m. Il giorno più lungo sono stati 37 km, quello con più dislivello positivo 2000m, quello con più dislivello negativo, 2100m. Cammino in media 10 ore al giorno, ma il giorno più lungo, ne ho camminate 13.

Mi sono fermata a dormire al coperto in tre cittadine, Mount Laguna, Idylwild e Big Bear. C’è stato solo un giorno in cui non ho camminato per niente ed altri 3 in cui ho percorso meno di 5 miglia, all’incirca 8 km. Ho fatto piu docce del previsto, 7 in tutto. E ho fatto il bagno nel fiume due volte, alle terme una volta e in una Jacuzzi, diffusa in queste cittadine sciistiche, due volte.

Per ora ho contato 5 vesciche, tanti graffi, un forte raffreddore, ma nessun problema serio al fisico. Non mi sono mai scottata, se non un pochino i dorsi delle mani. Resisto ancora con il primo paio di scarpe, anche se molti le hanno già cambiate. Il mio materiale ed equipaggiamento tiene bene, tranne per un piccolo graffio alla tenda. Non so esattamente come sia successo, ma penso sia stato un ramo spinoso una notte di forte vento. Questa è una spiegazione che mi rende più tranquilla rispetto a pensare che potrebbe essere stato un coyote in cerca di cibo, com’ è successo a qualcuno.

Ci sono state ben due volte in cui il vento era a più di 50 miglia orarie. Una volta ha grandinato, una piovuto e una nevicato. Ma la maggior parte dei giorni sono caldi e soleggiati. La temperatura più alta sono stati 32 gradi, la più bassa decisamente sottozero.

Ci sono stati almeno una decina di avvistamenti di serpenti, ma purtroppo solo uno di serpente a sonagli. Mi piacerebbe avere l’opportunità di vederlo meglio. Per il resto tante lucertole, scoiattoli, coniglietti e uccellini. La flora locale fa colpo, soprattutto per i cactus e i fiori.

C’è stato solo un vero momento di difficoltà, la serata prima delle tempesta su San Jacinto, quando abbiamo deciso di scendere dalla montagna. Ho avuto solo un vero momento di sconforto, la mattina dopo aver passato una notte sulla neve, quando le mie mani erano talmente congelate che non riuscivo a ripiegare la tenda. Nonostante almeno una volta al giorno mi chiedo cosa diavolo io stia facendo, di solito questo sentimento svanisce dopo dieci minuti. Ci sono un sacco di momenti divertenti e inaspettati, ma anche un sacco di momenti impegnativi. Quasi ogni sera mi addormento felice e soddisfatta della giornata.

Ho incontrato un sacco di persone simpatiche e interessanti, che rendono piacevole e unico il percorso. È bello incontrare gente e non catalogarla con le etichette che di solito usiamo nella vita di tutti i giorni. Qui spesso non si sa che lavoro la gente faccia o qual è il loro stile di vita. Ma, di solito, si è a conoscenza di cose più intime, cosa spinge loro a camminare e che cambiamento vorrebbero portare nelle loro vite. C’è un sacco da imparare dal sentiero e da chi lo percorre.

La vita lungo il sentiero, a tratti, è un po’ magica. Oggi io e Allie avevamo appena iniziato a lamentarci che non avevamo energie per continuare e che non avevamo abbastanza cibo, che all’improvviso è sbucato da un cespuglio Janick, un ragazzo svizzero che ci ha detto che una sua amica lo avrebbe raggiunto 8 miglia dopo portando pizza per tutti. E così abbiamo festeggiato il nostro anniversario di camminata. Mangiando pizza a bordo strada, portata da una ragazza, mai vista prima, a bordo di un’ automobile decapottabile. Qui c’è un detto, “the Trail provides”, il sentiero provvede, fornisce. A volte non ci si deve organizzare alla perfezione, perché dove non si pianifica, ci pensa il sentiero a sorprenderti.

Janick, Ben e Allie mangiano la pizza portata da un’amica di Janick

Il 14 maggio abbiamo percorso 20 miglia senza troppe difficoltà. E le sorprese della giornata non erano finite. La sera ci siamo accampati in quattro in un posto unico. Era una pista d’atterraggio per elicotteri. L’abbiamo scelto come posto dove passare la notte perché era piatto e aveva una vista strepitosa. Abbiamo pensato che è raro che un elicottero atterrasse, e se proprio così fosse, il gran rumore ci avrebbe svegliato di sicuro. Alla fine il PCT non è altro che un gigantesco pigiama party mobile, dove la gente è solo un po’ più sporca e affaticata del solito. 

Campeggio su pista d’elicottero

Dalla pista d’atterraggio si vedevano le luci di quella che penso fosse la periferia di Los Angeles. Nel vedere le luci di LA, la città dei grandi sogni, ho pensato che anch’io in questo momento sto esaudendo il mio. D’altronde, lo scopo di ogni viaggio è quello di trovare il proprio momento e angolino di felicità in questo mondo. Oggi, 14 maggio, il posto in cui io ero felice era una pista d’atterraggio per elicotteri, isolata fra le montagne del deserto californiano, con tre persone che fino a un mese fa erano estranei.

Alla prossima!

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