Preparativi pre-partenza 3: assicurazione sanitaria e volo aereo

Si sa, nessuno vuole essere negli Stati Uniti senza copertura sanitaria. Abbiamo tutti sentito storie orribili di conti stratosferici per ambulanze e trattamenti medici. E quello che andrò a fare non sarà una passeggiata. A dir la verità, proprio di una passeggiata si tratta, ma intensa e potenzialmente pericolosa.

L’assicurazione sanitaria è un argomento delicato. È quel investimento che si fa sperando sia inutile, i soldi che si spera di sprecare. Non è obbligatorio avere un’ assicurazione sanitaria per camminare sul PCT, ma io ho pensato che è un rischio che non voglio correre e ci sono pericoli più piacevoli da sopportare che non quello di fatture improvvise e gigantesche da saldare.

Ci sono un paio di cose da tenere presenti quando si tratta di scegliere l’assicurazione sanitaria. Una copertura classica non basta: non coprirebbe incidenti in alta quota. In effetti, se si leggono attentamente i dettagli dei contratti che le assicurazioni sanitarie propongono, ci si rende conto che c’è più di una clausola pericolosa. Le assicurazioni classiche non coprono incidenti a più di 4000m d’altitudine. Se si utilizzano attrezzi quali ramponi e piccozza, camminare viene classificato come attività d’alpinismo e quindi gli incidenti sul percorso non verrebbero coperti da una semplice assicurazione. Insomma, è molto semplice cadere nel tranello.

Ho fatto affidamento a quello che ho letto online di gente che prima di me ha percorso il PCT. Grazie a loro, ho capito i dettagli a cui dovevo prestare attenzione. E dopo un paio di pomeriggi in cui ho letto attentamente tutto quello che l’assicurazione mi proponeva, (interessante sapere quanto mi rimborserebbero in caso di morte o disabilità permanente), ho scelto quella che faceva al caso mio. Prezzo? 450€. Speriamo siano ben sprecati.

Un dettaglio divertente: ho chiesto a chi gestiva l’assicurazione se coprisse attività con uso di ramponi. Ma al posto di scrivere “ice crampons”, ramponi, ho scritto “ice tampons”, assorbenti interni. Ecco perché perché bisognerebbe sempre rileggere le mail.

Oltre a procurarsi bagaglio e attrezzatura tecnica, di cui parlerò più avanti, l’ultimo dettagli logistico di cui prendersi cura è stato il volo aereo. Il biglietto aereo è stato il preparativo più semplice. Dopo qualche titubanza, alla fine ho deciso per un volo di sola andata. Ero un po’ in difficoltà, soprattutto perché ho sentito dire che non avere il biglietto di ritorno potrebbe destare qualche sospetto alla frontiera. Arrivare negli Stati Uniti comporta controlli d’immigrazione potenzialmente lunghi e spiacevoli. Spesso viene chiesto di mostrare la prenotazione del luogo in cui si soggiornerà durante le vacanza e il biglietto per il volo di ritorno, per dimostrare di uscire dal paese. Fortunatamente non mi hanno fatto nessun problema alla frontiera, il che mi ha molto sollevato. Ho conosciuto tanti ragazzi, sia camminatori che semplici turisti, che invece hanno avuto qualche complicazione.

Biglietto aereo direzione Los Angeles

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